Karel Kryl
12. 4. 1944 –
3. 3. 1994
Il poeta con la chitarra e una voce inconfondibile trasformò le canzoni in un'arma tagliente contro la mancanza di libertà. I suoi testi incisivi, l'ironia e la sensibilità per il dolore riuscirono a scuotere e a confortare intere generazioni. Dopo l'agosto del 1968 andò in esilio, da dove cantò dell'amore, della delusione e della speranza. Dopo il 1989 tornò in patria; la sua opera risuona ancora oggi come la voce della coscienza di una nazione.
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